Il ponte sullo Stretto di Messina sta diventando una realtà. Nella seconda metà degli anni ’80 ed all’inizio dei ’90, alcune società dell’Eni, tra cui la sede di Fano della Snamprogetti, svilupparono un progetto alternativo: il Tunnel Archimedeo, o Tunnel in Alveo, o Submerged Floating Tunnel. Esso consisteva di un tubo di circa 25m di diametro situato ad una profondità di circa 50m, dotato, per il principio di Archimede, di una spinta positiva e ancorato al fondo del mare mediante tiranti vincolati a fondazioni sottomarine. L’attraversamento dello Stretto era realizzato con due tunnel stradali, uno per ogni senso di marcia, ed un tunnel ferroviario a due sensi di marcia. L’alta sismicità della zona richiedeva, nella zona di interfaccia fra mare e terra, di progettare dei giunti sismici capaci di resistere al sisma di progetto.

Relatore della conferenza l’Ingegner Fabio Launaro, titolare del brevetto del sistema di controllo dei giunti sismici, in cui verranno presentate:

  • Note storiche che portarono alla scelta del ponte a campata unica rispetto alle altre soluzioni, inclusa quella del tunnel archimedeo, sviluppate nel concorso internazionale indetto dalle FF.SS. e dall’ANAS.
  • Descrizione del concetto del tunnel in alveo
  • Descrizione del progetto di massima dei giunti sismici e del relativo brevetto
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